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Perché Apple è in crisi e cosa aspettarsi

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Cerchiamo di analizzare la situazione di Apple

Ufficialmente Apple è in crisi. Non lo dico io, ma lo ha detto il CEO Tim Cook in una lettera inviata agli investitori giovedì scorso. Nella lettera sono stati informati gli investitori in merito alla riduzione delle stime di vendita degli iPhone per il Q1 2019. Se leggete con attenzione la mia ultima frase, noterete due aspetti fondamentali: il primo è che, di tutto l’ecosistema Apple, sono in crisi di vendita proprio gli iPhone che è il prodotto su cui si regge ogni bilancio dell’azienda. Il secondo aspetto è che il CEO ha ammesso una riduzione di vendite proprio nel periodo delle feste di Natale, in cui invece si dovrebbe fatturare molto di più. Considerate che Apple solo nelle feste di Natale fattura circa il 36% del totale. Quindi, capite che la situazione è abbastanza grave. E che, purtroppo, bisogna spettarsi un calo anche nei mesi successivi perchè, come ogni anno quando ci si avvicina alla presentazione dei nuovi iPhone, calano le vendite. MA quali sono i principali motivi?

Batteria

Secondo il mio modesto parere, molto deriva dall’errore fatto da Apple quando ha deciso di abbassare le prestazioni degli iPhone quando la batteria stava per esaurirsi, senza farlo sapere agli utenti. Certo, dopo lo scandalo emerso, l’azienda è corsa ai ripari e ha attivato un programma di sostituzione della batteria dagli iPhone 6 ai modelli successivi al costo di soli 29$.

Secondo il CEO chi ha sostituito la batteria vecchia con una nuova, ovviamente, non cambierà iPhone per qualche anno, ecco le mancate vendite. Sia questo il punto focale o no, secondo me la questione è un’altra e ve la spiego subito.

L’effetto WOW

ammettiamolo, i tempi sono cambiati e quanto Apple riusciva a catalizzare dal primo modello di iPhone nel 2007 in poi è scomparso. Steve Jobs avrà anche avuto i suoi difetti, ma era comunque un visionario e con le sue idee ha fatto moltissimo. Ricordate l’effetto WOW che avevamo anni fa alla presentazione degli iPhone? Alzi la mano chi ancora oggi prova la stessa sensazione alla presentazione degli iPhone. Forse nessuno. Ormai la manfrina del modello nuovo che è il migliore di tutti i precedenti, con la migliore fotocamera, il processore più veloce che nemmeno Sciumacker riuscirebbe a raggiungerlo lascia il tempo che trova. Oltretutto, nel 2007 Apple aveva sbaragliato la concorrenza perchè era avanti di qualche anno, ma oggi la concorrenza riesce ad innovare molto di più. Guardate, ad esempio, Samsung cosa introduce nei suoi Galaxy S9 e seguenti. Che piaccia o no (a me Samsung piace esteticamente, ma l’utilizzo mi fa venire mal di testa), va ammesso che Apple ha smesso di innovare. A questo è collegato il punto seguente.

Il prezzo

Se prezzi alti potevano andare di pari passo con l’innovazione, c’è un limite a tutto. Voglio dire, con un iPhone innovativo ci stavano prezzi alti, l’utente spendeva sapendo di acquistare un prodotto esclusivo che aveva dentro tutto il meglio possibile. Ma oggi, che senso ha proporre un iPhone XS con la solita solfa dei modelli S che hanno qualche ritocco sotto il cofano a 1189 euro? Ricordo ancora che il modello 4S costava da noi 460 euro (o giù di lì). Se troviamo Samsung che, qualche mese dopo l’uscita, già si acquistano a 400 euro, perchè svenarsi per un iPhone che, tutto sommato, non ha più nulla di così strabiliante? 

Il mercato cinese

Secondo il CEO, nella lettera Cook parla della Cina come del mercato che ha fatto mancare le vendite maggiori. Ed è vero perchè, dopo anni di investimenti e promozioni iPhone non riesce a conquistare i cinesi. A questo va aggiunta anche la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che rischia di rendere ancora più difficile la situazione di Apple nel paese.

Il problema per Apple è quindi anche di natura politica. Ma a questo si aggiunge anche il fatto che il mercato smartphone in Cina è saturo e in forte calo, dopo il boom degli ultimi anni. Io resto convinto che, se Apple proponesse un prodotto dall’effetto WOW, anche in Cina le vendite inizierebbero a salire.

Un altro problema in Cina riguarda Qualcomm. Se i giudici confermeranno il blocco delle vendite di alcuni iPhone nel paese, per Apple la situazione sarebbe anche peggiore di quanto è adesso.

E come non citare WeChat? In Cina spopola WeChat che non è una semplice applicazione di messaggistica, ma un vero e proprio sistema operativo che riesce a fare di tutto: dai giochi ai pagamenti elettronici, alle news fino alla chat. Purtroppo per Apple, WeChat funziona allo stesso modo sia su Android che su iOS, quindi il consumatore cinese non è legato per forza ai dispositivi Apple.

Certo, i nuovi iPhone con doppia SIM fisica disponibili solo in Cina sono già un primo passo ma resta ancora moltissimo da fare per il mercato cinese.

Il lancio dei prodotti

Un altro problema riguarda le tempistiche di presentazione e lancio. Se ricordate i tempi del compianto Jobs, i prodotti venivano presentati in quantità molto minore in un anno e scaglionati. Invece, Cook sta concentrando i lanci di troppi prodotti in poco tempo. In due mesi Apple ha presentato e lanciato  iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone XR, Apple Watch Series 4, iPad Pro da 11 pollici, iPad Pro da 12,9 pollici, MacBook Ari e Mac mini. Ne consegue che il consumatore deve scegliere per forza cosa acquistare, a meno che non vinca al montepremi.

La realtà purtroppo è questa e non è un caso se le azioni Apple hanno perso il 38% del loro valore negli ultimi 90 giorni.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti all’articolo.

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Blogger e scrittore. Ho pubblicato racconti, romanzi e saggi. Acquistali su iTunes, Amazon e Google Play in ebook e su carta. www.marcomarchi.net

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