Paghetta ai figli: istruzioni per l’uso

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Un tempo esisteva la paghetta per i figli: oggi merce sempre più rara, almeno nell’accezione classica del termine. Non che i genitori attuali non diano dei soldi ai propri ragazzi: queste somme, però, non sono stabili e di contro sono sempre più spesso soggette ai desideri e ai capricci dei figli. È uscito un nuovo modello di smartphone? Ci pensa papà. Serve la “benza” per lo scooter? Ci pensa la mamma. Pizza e cinema nel weekend? E i genitori aprono a cuor leggero il portafoglio!

Non è un buon sistema educativo: ai figli bisogna far capire il valore del denaro, e questo è possibile solo responsabilizzandoli con una paghetta fissa, che possano gestire loro. Di contro, sarà più semplice anche per te: puoi accreditare la paghetta direttamente sulla carta Hype, così potrai anche controllare facilmente le spese dei tuoi figli. In questo modo saranno gli artefici delle proprie scelte: se faranno degli errori, ne pagheranno le conseguenze e impareranno a non ripeterli. Solo così potranno maturare in fretta: importantissimo, soprattutto se si parla del rapporto con i soldi, che in tempi di crisi vale più di prima. Paghetta ai figli? Leggi questo articolo per scoprire le istruzioni per l’uso!

Paghetta ai figli: a che età cominciare e quanto denaro?

È meglio aspettare la prima “decade”, per cominciare a dare la paghetta ai figli: al di sotto dei 10 anni, non sono infatti ancora in grado né di capire di cosa si tratta, né tanto meno di gestirla. Un tempo si aspettavano i 14, ma oggi la società moderna ha notevolmente accorciato l’impatto dei ragazzi con la socialità, le amicizie, e naturalmente le spese ad essi legate. Ma quanto devi dare a tuo figlio, di paghetta? Esistono degli scaglioni ideali stabiliti in base alla sua età: ad esempio, a 10 anni bastano 10 euro settimanali. Superati i 13 anni, invece, bisogna alzare il tiro a 20: fra traffico del cellulare, uscite nel weekend e spese varie, dovranno imparare a farseli bastare. Naturalmente, dipende anche dalla disponibilità economica della famiglia, e dall’elasticità in termini di vedute!

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Cosa fare se gli amici di tuo figlio prendono di più?

Educare un ragazzo al valore dei soldi, significa anche fargli capire come comportarsi quando gli amici prendono una paghetta maggiore. In caso contrario sarebbe tutto più semplice. Ma i ragazzi non sono isole: la socialità prevede un continuo scambio di abitudini che, soprattutto a questa età, portano al confronto e all’emulazione. E i valori, purtroppo, sono i primi ad essere messi a rischio. Ad esempio, tuo figlio potrebbe lamentarsi del fatto che la paghetta settimanale è bassa, perché l’amico X prende più soldi: se la reputi sufficiente, non devi alzarla ma fargli capire che non è una gara, e che è sempre una lezione per imparare quanto conta il denaro. Probabilmente non capirà subito e ti metterà il broncio: con il passare del tempo, però, tu avrai la certezza di avergli insegnato – sin da giovane – una grande lezione di vita!

Cosa fare se tuo figlio va in “rosso”?

Ci siamo: hai deciso di dare una paghetta settimanale precisa, e adesso tutto è nelle mani di tuo figlio. Pensi che le difficoltà maggiori siano alle spalle? Nossignore: vedrai, a meno di miracoli, che presto o tardi il tuo ragazzo esaurirà prima del tempo le sue risorse economiche. Cosa fare? Mai dare anticipi: è in questo momento che arrivano per lui gli insegnamenti migliori. E se tuo figlio spende male i soldi? Sono fatti suoi: è padrone della sua paghetta, e tu non devi interferire. Lo stesso discorso vale se il tuo ragazzo non studia: la paghetta non va toccata, e non deve mai diventare uno strumento per punirlo!

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